I candidati più forti di solito non spariscono perché non sono interessati alla tua azienda. Più spesso se ne vanno perché qualcosa nel tuo processo di selezione dice loro che non vale la pena continuare.
Per anni le aziende hanno creduto che attrarre talenti fosse soprattutto questione di stipendi competitivi e titoli accattivanti. Queste cose contano ancora, ma il panorama delle assunzioni è cambiato radicalmente negli ultimi anni.
Oggi i candidati valutano le aziende con la stessa attenzione con cui le aziende valutano i candidati. Ogni e-mail, ogni colloquio, ogni ritardo e ogni domanda senza risposta plasma la loro opinione sulla tua organizzazione.
Il risultato?
Molte aziende non perdono i candidati migliori perché un altro datore di lavoro ha fatto un'offerta più alta. Li perdono molto prima.
Assumere è ormai una valutazione reciproca
Nel mercato di oggi, i candidati non si chiedono soltanto:
"Voglio questo lavoro?"
Si chiedono anche:
- Queste persone rispettano il mio tempo?
- Questa organizzazione è ben gestita?
- La comunicazione sarà così anche dopo l'assunzione?
- Posso fidarmi di ciò che questa azienda promette?
Ogni interazione risponde a queste domande.
Il processo di selezione è spesso la prima esperienza reale che una persona ha con la tua azienda. È naturale che i candidati pensino che rifletta il modo in cui vengono trattati i dipendenti, una volta dentro.
1. Processi di selezione lunghi
Uno dei motivi principali per cui i candidati si ritirano è semplice:
- Il processo dura troppo.
- Cinque fasi di colloquio.
- Più prove di valutazione.
- Settimane tra un aggiornamento e l'altro.
Quando finalmente si arriva a una decisione, molti dei candidati più forti hanno già accettato un'altra opportunità.
I processi di selezione lunghi non producono necessariamente decisioni migliori.
Producono spesso meno candidati disponibili.
Le ricerche recenti sull'esperienza dei candidati continuano a mostrare che processi lunghi e complessi aumentano i tassi di abbandono e riducono il coinvolgimento.
2. Comunicazione carente
Il silenzio crea incertezza.
I candidati non si aspettano aggiornamenti quotidiani.
Si aspettano però di sapere:
- Se la candidatura è stata ricevuta;
- Qual è il prossimo passo;
- Quanto durerà all'incirca il processo;
- Se sono ancora in considerazione.
Quando passano settimane senza comunicazioni, i candidati assumono naturalmente una di due cose:
O l'azienda li ha dimenticati...
...o all'azienda semplicemente non importa.
Nessuna delle due crea fiducia.
La comunicazione carente resta uno dei motivi più citati per cui i candidati abbandonano i processi di selezione.
3. Lo stipendio se ne parla solo alla fine
A nessuno piace investire ore in colloqui per poi scoprire che le aspettative non erano mai state allineate.
Le aziende che comunicano presto la retribuzione riducono il tempo sprecato, sia per i recruiter sia per i candidati.
La trasparenza aiuta tutti a prendere decisioni migliori, più in fretta.
4. Descrizioni che sollevano più domande che risposte
Molte descrizioni di lavoro si affidano ancora a un linguaggio vago.
"Retribuzione competitiva."
"Ambiente dinamico."
"Tanti cappelli da indossare."
"Rockstar."
"Ninja."
Queste formule non dicono quasi nulla ai candidati.
I candidati vogliono invece informazioni pratiche:
- responsabilità;
- fascia salariale;
- struttura gerarchica;
- modalità di lavoro;
- fasi di colloquio;
- opportunità di crescita.
Più le informazioni sono chiare, migliore è la corrispondenza.
5. Moduli di candidatura eccessivi
Immagina di chiedere a qualcuno di caricare un curriculum, e poi di fargli ricopiare tutto a mano in venti campi separati.
I candidati se ne accorgono.
I sondaggi recenti continuano a mostrare che moduli di candidatura complicati aumentano sensibilmente i tassi di abbandono, soprattutto da dispositivi mobili.
Ogni campo superfluo è un'altra occasione per chiudere la scheda del browser.
6. Mancanza di trasparenza
I candidati sanno che non riceveranno sempre un'offerta.
La maggior parte delle persone accetta un rifiuto.
Ciò con cui fanno fatica è l'incertezza.
Domande come:
- Quanti colloqui ci sono?
- Chi incontrerò?
- Ci sarà una prova?
- Quando verrà presa una decisione?
Un processo di selezione trasparente riduce l'ansia e costruisce fiducia, anche quando la risposta finale è "no".
7. IA senza interazione umana
L'intelligenza artificiale è diventata uno strumento prezioso per il recruiting.
Può aiutare a organizzare le candidature, pianificare i colloqui e automatizzare il lavoro amministrativo.
Ma i candidati esprimono sempre più preoccupazione quando l'IA sostituisce un'interazione umana significativa, soprattutto quando non viene detto loro che è in uso.
Sondaggi recenti hanno rilevato che molti candidati sono disposti ad abbandonare i processi di selezione se i colloqui con l'IA avvengono senza trasparenza o senza la possibilità di parlare con una persona.
La tecnologia può supportare le assunzioni.
Non dovrebbe sostituire il giudizio umano dove il contatto umano conta di più.
Il rispetto sta diventando un vantaggio competitivo
Molte aziende considerano ancora l'esperienza dei candidati un "di più".
Sempre più spesso, sta diventando un vantaggio competitivo.
I candidati condividono le proprie esperienze.
Scrivono recensioni.
Lo raccontano ai colleghi.
Ricordano come sono stati trattati.
Un processo di selezione rispettoso non migliora solo l'immagine del datore di lavoro.
Aumenta l'accettazione delle offerte, riduce gli abbandoni e aiuta ad attrarre candidati più forti nel tempo.
Considerazioni finali
I candidati migliori raramente spariscono senza motivo.
Più spesso, decidono in silenzio che un'altra azienda li ha fatti sentire più rispettati.
Assumere non significa solo selezionare le persone giuste.
Significa anche dare alle persone giuste un motivo per scegliere te.
Noi di EquaWork crediamo che le assunzioni debbano essere trasparenti, rispettose e costruite attorno alle persone, non ad attriti inutili. Per questo ogni offerta sulla nostra piattaforma include fasce salariali chiare, fasi di selezione definite e responsabilità per i datori di lavoro. Perché quando i candidati sanno cosa aspettarsi, tutti prendono decisioni migliori.